Fall 2015

 

ITW4480-5485 - 20th century - Culture fasciste

Professor Silvia Valisa

Questo seminario esplora il periodo fascista in Italia (1922-1945) dal punto di vista delle espressioni sociali, letterarie, e culturali che lo caratterizzano. Se, come dice Piero Melograni nella sua introduzione alla "Storia del fascismo", "La modernità provoca disordine, e i totalitarismi sono stati un tentativo di tornare all'ordine", che cosa sono, culturalmente, questo disordine e quest'ordine nel contesto italiano?

Discutendo insieme fonti primarie e secondarie, film e documenti, cercheremo di disegnare una mappa concettuale della realtà culturale italiana durante il ventennio fascista. Lo faremo considerando espressioni di fascismo e di antifascismo, riflessioni coeve e testi creati retrospettivamente.

Dalla letteratura al cinema, dalle canzoni all'oratoria pubblica, che cosa immaginavano, sognavano, odiavano gli italiani degli anni dal 1922 al 1945?

Tra le opere che prenderemo in considerazione: F.T. Marinetti, Fondazione e manifesto del futurismo (1909); Benito Mussolini, Discorsi; Margherita Sarfatti, Dux (1926); Mario Camerini, Gli uomini, che mascalzoni! (1932);Federico Fellini, Amarcord (1973);Bernardo Bertolucci, Il Conformista (1970); Alberto Moravia, "L'architetto" (1937); Italo Calvino, "Gli avanguardisti a Mentone" (1959); Paola Masino, "Fame" (1938);Telesio Interlandi (ed.), La difesa della razza (1938-43); Giorgio Bassani, Gli occhiali d'oro (1958); Renata Viganò, L'Agnese va a morire (1949).

 
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